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L’Aquila, 31 Maggio 2019.

Si è svolta la prima vera udienza del processo per diffamazione intentato dall’avv.Antonio Valentini (difensore, in un altro conosciutissimo processo per stupro, del militare Francesco Tuccia) contro tre donne.

Dopo un ennesimo tentativo del giudice di far conciliare le due parti, tentativo fallito e che ha preso le prime due ore di discussione dentro e fuori dell’aula, si è dato inizio all’udienza.

L’udienza si è aperta con una discussione tra il giudice, un’avvocata, una testimone e le imputate, se si dicesse avvocata, avvocato, avvocatessa. Discussione terminata con la consultazione da parte del giudice dell’Accademia della Crusca: aggiudicato avvocata!

Sono stati, poi, ascoltati tutti i testi del Pm ed il consulente informatico della difesa, poi le imputate presenti in aula.

Il primo a parlare è stato proprio Valentini che ha esordito parlando di Tuccia come di un “povero cristo”, suscitando una forte reazione delle numerose donne presenti che hanno alzato la loro voce, una delle quali è stata espulsa dall’aula dal giudice.

Il giudice non è minimamente  intervenuto sulla definizione dello stupratore Francesco Tuccia come “povero cristo”, un militare dell’operazione strade sicure che non solo violentò sessualmente in modo efferato una ragazza ma la lasciò sanguinante nel gelo dell’inverno aquilano.

Si è limitato a dire a Valentini di restare nel suo ruolo di testimone e di provare a non “fare l’avvocato”.

Durante l’udienza sono state evidenziate le differenze tra le varie modalità di diffusione della lettera oggetto di querela: una mailinglist chiusa, un cc di mail e una chat di Messenger, ben descritte dal consulente informatico nelle loro caratteristiche di canali ristretti di comunicazione e quindi di poca diffusione.

Questa prima udienza si è conclusa dopo 8 ore con l’appuntamento al prossimo 5 Luglio, data in cui si ascolteranno le arringhe e poi la sentenza.

Invitiamo ancora una volta tutte a venire il 5 luglio con noi all’Aquila. Per prenotare un posto in pullman, scriveteci a ciriguardatutte@inventati.org

Assemblea romana Ci riguarda tutte

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Solidarietà con Silvia e Anna

Solidarietà con le compagne anarchiche in sciopero della fame nel carcere di L’Aquila contro le condizioni detentive a cui sono sottoposte.

Solidarietà a tutte quelle che scelgono di lottare contro l’oppressione e lo sfruttamento,  che resistono all’annientamento quotidiano del carcere di L’Aquila. Un territorio militarizzato dove negli anni la giusta rabbia post-terremoto è stata addomesticata nelle strettoie delle procedure democratiche; dove la diffusione del militarismo come sistema culturale ha fatto accettare che esistessero luoghi nei quali i militari hanno licenza di stupro come nei territori di guerra; dove il potere è così forte che ha costruito un carcere nel quale seppellire vivi la quasi totalità dei detenuti e delle detenute, in un regime che tra le altre cose impedisce di accedere liberamente a libri e ti costringe ad una sola ora al giorno di cortile.

Solidarietà alle le compagne che ci ricordano con la loro lotta che non ci sconfiggono fino a quando riusciamo a reagire insieme, fino a quando gli siamo ancora nemiche e non solo una pratica da gestire.
Solidarietà a chi dentro e fuori le carceri non rinuncia alla propria rabbia, non si accontenta di sopravvivere a questo sistema, ma osa vivere senza fare a meno a parti di sé per accontentare qualcuno.

Assemblea romana Ci riguarda tutte

Testo del comunicato letto in videoconferenza da Silvia durante l’ udienza per l’occupazione di c.so Giulio 45 a Torino del 29 Maggio:

“Ci troviamo da quasi due mesi rinchiuse nella sezione AS2 femminile de L’Aquila, ormai sono note, qui e fuori, le condizioni detentive frutto di un regolamento in odore di 41bis ammorbidito. Siamo convinte che nessun miglioramento possa e voglia essere richiesto, non solo per questioni oggettive e strutturali della sezione gialla (ex-41bis): l’intero carcere è destinato quasi esclusivamente al regime 41bis, per cui allargare di un poco le maglie del regolamento di sezione ci pare di cattivo gusto e impraticabile, date le ancor più pesanti condizioni subite a pochi passi da qui, non possiamo non pensare a quante e quanti si battono da anni accumulando rapporti e processi penali. A questo si aggiunge il maldestro tentativo del DAP di far quadrare i conti istituendo una sezione mista anarco-islamica, che si è concretizzato in un ulteriore divieto di incontro nella sezione stessa, con un isolamento che perdura. Esistono condizioni di carcerazione, comune o speciale, ancora peggiori di quelle aquilane. Questo non è un buon motivo per non opporci a ciò che impongono qui. Noi di questo pane non ne mangeremo più: il 29 maggio iniziamo uno sciopero della fame chiedendo il trasferimento da questo carcere e la chiusura di questa sezione infame.”

Silvia e Anna

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31 MAGGIO INSIEME A L’AQUILA

Sabato 25 maggio ore 20.30 alle Cagne Sciolte, viale Ostiense 137/b cena a sottoscrizione per le spese legali delle imputate all’Aquila.

Il prossimo 31 maggio alle ore 10.30 presso il Tribunale dell’Aquila si svolgerà l’udienza che vede imputate tre compagne per diffamazione, denunciate dall’ avvocato aquilano Antonio Valentini, conosciuto dalle femministe per aver difeso il militare e stupratore Francesco Tuccia.

Nel novembre 2015 l’avvocato Valentini viene invitato ad un convegno, organizzato dall’ associazione Ilaria Rambaldi Onlus di Lanciano, presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma, un luogo simbolico per la libertà delle donne. Molte si mobilitano e alla fine la Casa Internazionale segnala all’ organizzazione del convegno che l’avvocato Valentini non può varcare quella soglia, perché indesiderato. Ma l’avvocato Valentini non ci sta e denuncia per diffamazione tre donne, colpevoli di avere diffuso una lettera di un’aquilana in cui si cercava di spiegare alle donne romane chi fosse l’avvocato Valentini.

Il processo è iniziato a novembre 2016. E’ un processo difficile. La Procura ha deciso di portare avanti questa denuncia di diffamazione, basata in realtà su pochi elementi e il giudice Garganella si è espresso ricusando quasi tutte le testimoni della linea difensiva, tesa a dimostrare il comportamento aggressivo e violento tenuto da Valentini nel difendere Francesco Tuccia dall’ accusa di stupro. In quel contesto l’avvocato Valentini aveva definito quello stupro come un “atto sessuale consenziente finito male”. Questo è stato uno dei motivi che hanno spinto le femministe a mobilitarsi per impedire la sua presenza alla Casa Internazionale delle Donne.

Nella prossima udienza verranno sentiti tutti i testi dell’accusa e della difesa. Un’udienza importante, per questo, invitiamo le compagne a mobilitarsi e a venire numerose e rumorose a L’Aquila il 31 maggio 2019.

Ancora una volta CI RIGUARDA TUTTE
Ancora una volta SI VA E SI TORNA INSIEME

Per venire in pullman con noi a L’Aquila scriveteci a: ciriguardatutte@inventati.org

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Sullo stupro di Spoleto: oltre le macerie patriarcali, oltre la paura, l’autoinganno, ci sono possibilità di conflitto e orizzonti di lotta

Non sei sola. Chi lotta non è mai sola e vogliamo prendere parola per farti arrivare tutta la nostra solidarietà e la nostra vicinanza. Vogliamo prendere parola perché conosciamo e riconosciamo quella violenza e quell’atto profondamente conformista volto a mantenere lo status quo e per ribadire con te che essere compagni non costituisce garanzia di “purezza” alcuna dalle forme più meschine di potere e violenza. Mai. Che sono sempre le pratiche a svelare quanto realmente i propri privilegi siano stati messi o meno in discussione e disarticolati.

Prendere parola per ribadire che ciò che separa un atto sessuale dalla violenza è la volontà della persona, libera da imposizioni, di praticarlo o meno: la differenza sta nella manifestazione della libertà di scelta. E che la linea di confine è sempre la libertà di autodeterminazione.

Siamo anche stanche però di trovarci inchiodate a dover esprimere per l’ennesima volta la nostra rabbia, stanche di vedere ai nostri cortei vicini, di fianco, sedicenti “compagni femministi” che pensano di ripulirsi la faccia con una presa di posizione su una general generica lotta alla violenza senza nessun percorso reale fatto, senza nessuna messa in discussione dei propri privilegi.

La realtà è che spesso tutto gira sull’assicurare la riproduzione quotidiana ininterrotta dei rapporti di forza nelle nostre coscienze attraverso la normalizzazione di una cultura solidale con lo stupro atta a perpetrare la subalternità e che in nessun modo mai consente di mettere in discussione la natura dei rapporti e delle relazioni, il modo in cui la sessualità maschile è socialmente costruita nel qui e nell’ora e quanto fondante sia al suo interno la cultura dello stupro.

È invece un continuo dissociarsi, negare, spostare su altri oggetti rimossi e privilegi mettendo sullo stesso piano chi agisce violenza e chi la subisce e praticando un bieco collaborazionismo con lo stupratore. E questo anche all’interno di relazioni tra compagni e compagne.

Per te e per tutte coloro che trovano la forza e il coraggio di ribellarsi alla violenza patriarcale, tutto la nostra solidarietà e complicità profonda.

 

Assemblea romana Ci riguarda tutte

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20 gennaio pranzo benefit a Roma

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25 gennaio nuova udienza all’Aquila

25 GENNAIO 2019 ALL’AQUILA: CI RIGUARDA TUTTE!

Il prossimo 25 gennaio alle ore 12.30 presso il Tribunale dell’Aquila si svolgerà un’altra udienza che vede imputate tre compagne per diffamazione, denunciate dall’avvocato aquilano Antonio Valentini, conosciuto dalle femministe per aver difeso il militare e stupratore Francesco Tuccia.

Nel novembre 2015 l’avvocato Valentini viene invitato ad un convegno, organizzato dall’associazione Ilaria Rambaldi Onlus di Lanciano, presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma, un luogo simbolico per la libertà delle donne. Molte si mobilitano e alla fine la Casa Internazionale segnala all’organizzazione del convegno che l’avvocato Valentini non può varcare quella soglia, perché indesiderato. Ma l’avvocato Valentini non ci sta e denuncia per diffamazione tre donne, colpevoli di avere diffuso una lettera di un’aquilana in cui si cercava di spiegare alle donne romane chi fosse l’avvocato Valentini.
Il processo è iniziato a gennaio 2018. E’ un processo difficile. La Procura ha deciso di portare avanti questa denuncia di diffamazione, basata in realtà su pochi elementi e il giudice Garganella si è espresso ricusando quasi tutte le testimoni della linea difensiva, tesa a dimostrare il comportamento aggressivo e violento tenuto da Valentini nel difendere Francesco Tuccia dall’accusa di stupro. In quel contesto l’avvocato Valentini aveva definito quello stupro come un “atto sessuale consenziente finito male”.

Questo è stato uno dei motivi che hanno spinto le femministe a mobilitarsi per impedire la sua presenza alla Casa Internazionale delle Donne. Nella prossima udienza verranno sentiti tutti i testi dell’accusa e della difesa. Un’udienza importante, per questo, invitiamo le compagne a mobilitarsi e a venire numerose e rumorose all’Aquila il 25 gennaio 2019.

Ancora una volta CI RIGUARDA TUTTE
Ancora una volta SI VA E SI TORNA INSIEME

Per venire in pullman con noi a L’Aquila scriveteci a: ciriguardatutte@inventati.org
Per approfondire

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Udienza dell’11 aprile alla solidarietà femminista

Mercoledi 11 Aprile 2018 si è svolta a L’Aquila la prima effettiva udienza del processo che vede 3 compagne denunciate per diffamazione dall’avvocato Antonio Valentini. Per sapere tutta la storia clicca qui.

In questa udienza l’avvocata di Valentini, Marzia Lombardo ha cercato già di andare a processo civile, chiedendo l’accusa di calunnia e il risarcimento di 250mila euro + 50. Il tutto per ora respinto dal Giudice. Si è quindi passate alla presentazione della documentazione e alla proposta dei rispettivi testi.

Il giudice Garganella si è espresso ricusando diversi testi sia da parte di Valentini (pochi e veramente solo quelli a dir poco citati in maniera ridicola) che da parte della difesa delle 3 compagne. In particolare sono stati rigettati tutti i testi della difesa che riguardavano la linea difensiva, tesa a dimostrare il comportamento aggressivo e pesante tenuto da Valentini nel difendere Francesco Tuccia dall’accusa di stupro. In quel contesto l’avvocato Valentini aveva definito lo stupro come un “atto sessuale consenziente finito male”.

Questo comportamento spinse le tre compagne a mobilitarsi insieme a molte altre donne, affinché la Casa Internazionale delle Donne non lo facesse entrare, essendo stato invitato ad un convegno sulla Grandi Rischi da temersi proprio all’interno della Casa delle donne di Roma. In qualche modo ci si aspettava una mossa di questo tipo. Di fatto il giudice vuole restringere il più possibile il campo del dibattimento e rimanere sullo specifico della lettera e della sua diffusione online. Per cui a due compagne non è stato accettato nessun teste se non quello tecnico, specifico alla diffusione della mail che secondo Valentini risulta diffamatoria. Noi tutte che eravamo lì abbiamo scelto di rimanere in aula durante l’udienza e uscendo abbiamo gridato alcuni slogan che sono risuonati nell’edificio del tribunale. Valentini era assente.
Ci siamo dette ancora una volta quanto è importante la nostra presenza , in tante e rumorose.
Appuntamento per tutte alla prossima udienza a L’Aquila il 19 ottobre. Vi vogliamo numerose perché il Giudice ascolterà proprio i teste dell’accusa, in primis l’avvocato Antonio Valentini.

Rassegna Stampa

Le corrispondenze di Radiondarossa
Il servizio del Tg regionale
L’articolo di Ilaria Boiano su Il manifesto
Il fatto quotidiano articolo di Nadia Somma

 

 

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Se c’è violenza sessita anche in aula

Un articolo di Ilaria Boiano di oggi su Il manifesto

L’Aquila. Si apre oggi il processo che mette sul banco dell’accusa le femministe che avevano documentato il trattamento riservato a una donna stuprata.

Questa mattina si apre dinanzi al Tribunale de l’Aquila il dibattimento per tre attiviste femministe chiamate a rispondere di diffamazione aggravata nei confronti del difensore dell’ex militare Francesco Tuccia, condannato definitivamente a sette anni e otto mesi di detenzione per violenza sessuale ai danni di una giovane studente, ridotta quasi in fin di vita dallo stupratore.

Secondo quanto documentato dalle attiviste femministe che hanno presenziato alle udienze del processo, ogni grado del giudizio ha esposto la giovane donna a nuove e ulteriori umiliazioni, come accade ancora a troppe donne, lasciate in balia di molteplici forme della cosiddetta vittimizzazione secondaria, cioè collegata alle regole procedurali, ma anche alle prassi e al trattamento discriminatorio loro riservato sin dalla presentazione della denuncia e poi lungo tutto l’iter giudiziario. Continued…

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Processo Aquila: prossima udienza 11 aprile

Si è svolta a L’Aquila il 22 gennaio scorso la prima udienza del processo che vede tre donne
denunciate dall’avvocato Antonio Valentini per diffamazione.
Tante le compagne, da diverse parti d’Italia, accorse in solidarietà davanti e dentro il Tribunale.
Tanti gli slogan che hanno ribadito che gli avvocati
degli stupratori non possono entrare nei posti delle donne e che la denuncia ad una è la denuncia
a tutta la rete di solidarietà femminista che ha accompagnato Rosa durante il suo processo per stupro avvenuto nel 2012.
L’udienza è stata rinviata perchè il giudice onorario Angelo Caporale ha dichiarato la propria incompatibilità,
rimandando al Tribunale una nuova nomina.
La nomina è stata fatta, quindi prossimo appuntamento per tutte è all’Aquila l’11 Aprile alle ore 9 
Se volete venire con noi con il pullman(10 euro partenza alle 630)
mandate una mail a ciriguardatutte@inventati.org
Venite con una bella cravatta Rosa.
Domenica 18 marzo pranzo di solidarietà (ore 12.30) per le spese processuali al
Centro Donna Lisa, Via Rosina Anselmi, 41

qui il comunicato

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22gennaio: Ma che diffamazione ma che reato la lotta delle donne distrugge il patriarcato

Si è svolta a L’Aquila il 22 gennaio la prima udienza che vede tre donne denunciate dall’avvocato Antonio Valentini per diffamazione. Tante le compagne, da diverse parti d’Italia, accorse in solidarietà davanti e dentro il Tribubale dell’Aquila. Tanti gli slogan che hanno ribadito che gli avvocati degli stupratori non possono entrare nei posti delle donne e che la denucia ad una è la denucia a tutta la rete di solidarietà femminista che ha accompagnato Rosa durante il suo processo. L’udienza è stata rinviata perchè il giudice onorario Angelo Caporale ha dichiarato la propria incompatibilità, rimandando al Tribunale una nuova nomina. Al termine si è svolto un piccolo corteo fino al mercato dell’Aquila. Video
Per ricostruire tutti la storia leggi qui.

Presidi di solidarietà anche a Torino e Milano.

Di seguito la rasegna stampa della giornata.

Servizio del Tg regionale Abruzzo

NewsTown

Le corrispondenze da Radiondarossa

Da RadioBlackOut resoconto del presdio all’Aquila e a Torino

La corrispondenza da Radiondadurto

 

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