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8 marzo: a Bologna sciopero anche contro Antonio Valentini

Scendiamo in piazza per fermare la violenza patriarcale alimentata da questo sistema capitalista e razzista che sta mettendo in atto una guerra contro tutte le donne e le lesbiche del mondo.

Scendiamo in piazza contro questo sistema i cui governanti corrotti proteggono le reti organizzate che riducono in schiavitù sessuale attraverso la tratta, donne e bambine/i che vengono rapite, trasportate, comprate, vendute e costrette alla prostituzione per soddisfare i piaceri dei maschi. Quest’industria mafiosa, seguendo i dettami capitalisti del libero mercato ed approfittando della povertà e della mancanza di accesso all’educazione, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, ogni anno riduce in schiave sessuali 4 milioni di donne, di cui 1,8 milioni sono bambine che non superano gli 11 anni. Il 97% della prostituzione globale è tratta quindi se i maschi di ogni parte del mondo non andassero in cerca di sesso a pagamento, non si arriverebbe a rinchiudere, stuprare e schiavizzare milioni di donne e bambini.

Scioperiamo contro un sistema misogino che ci attacca, quando non ci uccide o ci incarcera se ci ribelliamo alla violenza maschile; che sta dalla parte dell’avvocato Antonio Valentini  difensore del militare stupratore Francesco Tuccia invece che dalla parte delle tre compagne femministe denunciate perché solidali con “Rosa” la ragazza brutalmente violentata a L’Aquila.

Contro un sistema che ci sfrutta pagandoci il 30% in meno, con lavori sempre più precari e soprattutto nell’ambito della cura alle persone; non retribuendo il lavoro domestico.

Manifestiamo  a fianco delle donne kurde e delle femministe turche che resistono continuando a combattere per una rivoluzione femminista totale contro i patriarchi turchi e il fascismo nazionalista dell’AKP (il partito di Erdogan)
A fianco delle donne che difendono la terra e le sue risorse naturali.
A fianco delle recluse che resistono nei Cie e nelle carceri, vogliamo la libertà di movimento per tutte le donne del mondo che nella maggior parte dei casi scappano dalla violenza o sono sotto tratta, e pretendiamo la libertà per chi si è ribellata al marito violento.
Mai più schiave di una mentalità maschilista che relega le donne a ruoli subalterni, lottiamo insieme per la nostra liberazione, senza delegare ai maschi la nostra protezione,
rivendichiamo il separatismo come pratica femminista di autodeterminazione e autodifesa
Non produciamo, non consumiamo, non riproduciamo…LOTTIAMO unite contro il patriarcato

Assemblea di femministe e lesbiche di Bologna in continuità col movimento di liberazione delle donne dalle streghe ad oggi 

Posted in La solidarietà femminista.


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